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Itinerario di visita
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| Ortonovo | |
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| Vicende Storiche | |
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![]() Borgo arroccato in una posizione dominante, su una collina ai piedi delle
Alpi Apuane, Ortonovo fu costituito fra i secoli XI e XII e subito dovette
entrare a far parte delle proprietà vescovili in Lunigiana, come
dimostra la riconferma di possesso, da parte del Barbarossa, in favore
del vescovo luinense Pietro, della corte che si trovava sopra la Luna,
detta di Iliolo e delle sue ville: Ortonovo, Nicola, Casano e Volpiglione;
questo ultimo castello, situato in linea retta tra Castelpoggio ed Ortonovo,
a circa 450 metri di altitudine, fu eretto dai signori di Boggiano, con
compiti non ancora ben definiti, ma di sicuro fu di grande importanza
nei secoli XI - XIII. La storia di questo castello è tuttora piena
di misteri: sappiamo che non fu mai un borgo abitato da uomini, donne
e bambini, come è avvenuto per altri castelli, ma rimase un edificio
isolato, con prevalente destinazione industriale, verosimilmente adibito
alla lavorazione del legno, quindi molto importante per l'economia locale,
poichè il legname rappresentava un materiale importantissimo sia
per la costruzione degli edifici, sia per la realizzazione di arnesi da
lavoro e utensili, sia come fonte di riscaldamento, anche sottoforma di
carbone. Di questo antico castello oggi non rimangono che pochi ruderi:
i resti del pozzo, le fondamenta della torre e qualche accumulo di pietra
sparso quà e là. Tornando al nostro borgo, il nome, da "Hortus
Novus", richiama all'inizio delle lavorazioni nei terreni collinari; già
prima del Mille, il sito era noto per essere soggiorno di ricche famiglie
lunensi che vi trovavano asilo nella bella stagione, sia per la salubrità
dell'aria che per il clima ameno, a differenza della pianura lunense,
nella quale l'impaludamento stava provocando periodiche epidemie di malaria.
Fin dal Trecento, Ortonovo rimase alle dipendenze del potere vescovile,
nel 1333, esso giurò fedeltà al comune di Sarzana, ottenendo
così alcune franchigie, oltre all'uso gratuito dei traghetti lungo
il Magra; nel 1373, sindaci e procuratori di Ortonovo, insieme ad altri
della val di Magra, si riunirono a Milano dove giurarono fedeltà
a Bernabò Visconti e, nel 1397, Gian Galeazzo. Tuttavia, appena
pochi anni più tardi (1404), il signore di Lucca, Paolo Guinigi,
acquistò Carrara, Avenza, Moneta ed Ortonovo, mentre nel 1467, i
sindaci del borgo sottoscrivevano a Firenze nuovi capitoli di sottomissione,
per mezzo dei quali giuravano fedeltà perpetua a quella Signoria;
nel 1495, un altro cambiamento: Ortonovo fu venduto al Banco di S.Giorgio.
Con l'affermarsi del dominio Genovese, nella bassa valla ta del Magra,
dunque, il nostro borgo diventa località di confine, senza peraltro
avvantaggiarsi di questa posizione; al contrario, è Sarzana ad esercitare
il predominio sui castelli, grazie all'ufficio di Capitano e Commissario
ivi installati dalla Repubblica. Le condizioni sociali ed economiche dei
suoi abitanti sono di estrema povertà, continuamente aggravate da
grequenti carestie, inondazioni e varie calamità naturali, imposte
e tasse. |
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